Recensito da Donato ZoppoIl grande batterista canterburyano torna con classe (Vers. stampabile )In “tempi bui” di hard fusion, prog fusion e crossover jazz metal, un buon disco di jazz rock è come manna dal cielo. Per fortuna ci sono Pyp Pyle e suoi Bash!.
Il grande batterista canterburyano (Gong, Hatfield And The North, National Health, In Cahoots etc.) li ha formati nel 2002 e nel 2004 la Cuneiform pubblica questo splendido live album dal titolo “Belle Illusion”. Con Pyp troviamo tre eccellenti musicisti: il chitarrista Patrice Meyer, il bassista Fred Baker e il tastierista Alex Maguire. Una line-up di tutto rispetto che incantò le platee americane ed europee: questo cd è proprio il resoconto di due fortunate date, una parigina del giugno 2003 e una americana (Seattle) dell’agosto 2002.
Se dovessimo sintetizzare in un solo termine il sound dei Bash! diremmo: classe. Eh già, i brani del quartetto scorrono via con una fluidità e una raffinatezza davvero esemplari. Mai aspri e spigolosi, energici quanto basta e quando serve, non diventano noiosi o stucchevoli. In fin dei conti è quanto accadeva anche con gli In Cahoots di Phil Miller.
Se “For Adiba” presenta una sottile inquietudine e Pyle gioca con un “timing” alla Tony Williams, “Sparky” rivela un gruppo spumeggiante soprattutto grazie all’incalzante piano Fender Rhodes di Maguire; la canterburyana “John’s Fragment” spinge su acidi territori rock senza esagerare, “Beautiful Baguette” ha un mood malinconico, un po’ alla Weather Report.
Dimenticate virtuosismi fini a se stessi ed esibizionismo: la band punta a costruire la giusta atmosfera e lo fa ricorrendo al “minimo indispensabile”. Ma quando si vuole coinvolgere “fisicamente” l’ascoltatore lo strumento è quello di un funk levigato come “Vas Y Dotty” e l’ottima “Biffo’s Belle Illusion”, tra i migliori brani, con un Maguire in grande spolvero.
La scelta dei suoni è efficace, in particolar modo quell’Hammond così discreto; inconfondibile per leggerezza e brio il drumming di Pyle. Un ospite gradito arriva in “Cauliflower Ears” (già nel repertorio degli Equip’ Out) e nell’intro di “Carousel”: è il grande Elton Dean, il sax di Canterbury, voce inconfondibile all’alto. Momenti di gran signorilità e verve, senza strafare, con armonia e gusto.
Come quei libri ai quali ci si affeziona e che non escono mai dalla nostra libreria, così “Belle Illusion” è un disco da ascoltare e riascoltare, piacevole e rasserenante.
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