Autore: PAIN OF SALVATION
Titolo album: Be
Nazionalità: Svezia
Etichetta: Inside Out
Anno di pubblicazione: 2004

Voto medio: (7.5)

Recensito da Luca Abete

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'Be' non è un capolavoro. E' un ottimo album, ma non è un capolavoro. Ed è strano recensire un album dei Pain of Salvation dovendo ammetterlo, perché tutti i passati album della band meritano tale appellativo ed ero convinto che ormai i Pain of Salvation non si sarebbero più fermati.

Invece 'Be' è un album interlocutorio, che certo mostra una band in discreta forma, capace di scrivere, anche se a tratti, ottima musica. Certo, 'Be' è meglio del 90% degli album in circolazione, ma non il meglio che ci si poteva aspettare dai novelli re del prog metal.

'Be' è un lungo concept sulla nascita dell'universo, sul significato della vita, sull'esistenza di Dio e su altri interrogativi della condizione umana, un tema tanto vasto e non certo semplice da affrontare, ma che comunque si potrebbe aprire a molteplici approcci e che potrebbe risultare affascinante. In questo album ci riesce solo a tratti, visto che l'impianto generale di 'Be' è più simile a quello di uno spettacolo teatrale che non ad un semplice album, e quindi forse estrapolare 'Be' da questa sua dimensione visiva non è neanche giusto, ma è anche vero che questo è l'album dei Pain of Salvation che si trova nei negozi e che i fan, presumibilmente, si appresteranno a comprare.

Troppe divagazioni, troppe intro, troppa pomposità e dispersività rendono 'Be' zoppicante in più di un frangente; certo quando i P.O.S. riscoprono il proprio lato più potente ed aggressivo le cose funzionano alla grande, sui livelli dell'ultimo Remedy Lane come minimo, ma altrove non è così. Quindi da promuovere a pieni voti brani come Imago, Lilium Cruentus, Dea Pecunie e pochi altri episodi, mentre il tutto rimane un po' troppo annacquato e diluito, senza il fascino che contraddistingueva The Perfect Element. L'intervento di una vera e propria orchestra è certo interessante, ma neanche troppo indispensabile (non credo che con un uso massiccio di tastiere il risultato finale ne avrebbe risentito più di tanto) e comunque di per sé non può neanche considerarsi un valore assoluto, visto che ormai orchestre più o meno raffazzonate sono all'ordine del giorno a casa di moltissimi gruppi, anche metal, che le hanno usate con più o meno fortuna (per la cronaca, la palma dei migliori va ai Rage di XIII).

Un mezzo passo falso lo si può anche perdonare ai Pain of Salvation, e a patto che Gildenlow la smetta di frequentare cattive compagnie ( leggi Transatlantic e in parte anche Flower Kings) il combo svedese ce ne farà vedere ancora delle belle, in futuro.


I nostri voti:
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Luca Abete: (7)
Matteo Strada: (8)
MEDIA: (7.5)



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