Autore: SHINGETSU
Titolo album: Live 25, 26 July 1979, ABC Kaikan Hall
Nazionalità: Giappone
Etichetta: Poseidon - MUSEA
Anno di pubblicazione: 2004

Voto medio: (7)

Recensito da Marco Piva

(Vers. stampabile )

La Poseidon e la MUSEA proseguono nella propria opera meritoria mirata a condurre il pubblico europeo a conoscere la scena prog giapponese, questa volta stampando per la prima volta un live del 1979 degli Shingetsu, i “Genesis giapponesi”.

Questo album dal vivo, composto da estratti di due concerti tenuti in due giorni consecutivi (il 25 e il 26 Luglio) presso la Kaikan Hall di Tokio, presenta un set composto da brani del lavoro d’esordio della band, “Shingetsu”, dello stesso anno piu’ un paio di pezzi che di quel disco non fanno parte.

Il problema e’ che gli Shingetsu, piu’ che la risposta giapponese ai Genesis, ne sembrano in buona parte un clone, sia pure molto ben riuscito; rari in questo lavoro sono i momenti in cui il tipico, riconoscibile approccio giapponese entra nella musica di questo quintetto, in particolare nei bei pezzi “Night Collector” e “Reddish Eyes on Mirror”. Per il resto si resta all’interno della strada tracciata dalla band di Peter Gabriel, pur attraverso momenti molto interessanti.

La voce di Makoto Kitayama, molto bella e piuttosto simile a quella di Gabriel, e la potente ed onnipresente tastiera di Akira Hanamoto sono centrali rispetto agli altri strumenti, comunque suonati con maestria. Interessanti sono anche i purtroppo poco numerosi passaggi di chitarra di Haruhiko Tsuda, mentre batteria (Naoya Takahashi) e basso (Shizuo Suzuki) sono capaci di avventurarsi in passaggi anche molto complessi all’unisono.

E’ chiaro che non si tratta assolutamente di una cover band dei Genesis, ne’ i loro brani sono repliche pedisseque di pezzi gia’ sentiti da quella band; ma in generale l’impressione e’ che gli sforzi per staccarsi dal modello siano scarsi e poco sentiti, e il loro essere giapponesi non trapela quasi mai nella musica degli Shingetsu, mentre una band magari anche ispirata ai Genesis ma che filtri i loro insegnamenti attraverso la cultura del cosiddetto Paese del Sol Levante potrebbe risultare certamente piu’ originale ed anche interessante.

Poi, ci sono dei punti in cui c’e’ l’impressione che gli allievi superino i maestri, come nella parte “orchestrale” eseguita soltanto dagli strumenti “tipici” di una band prog (ovvero quelli gia’ citati) inserita in “Afternoon – After the Rain” o nel potentissimo attacco di “She Can’t Return Home”.

Certo, la “anglicizzazione” del suono degli Shingetsu puo’ portarli ad essere piu’ vicini al pubblico europeo che li trovera’ meno complessi da ascoltare di una realta’ piu’ affondata nelle radici culturali giapponesi; ma allo stesso tempo questo fa perdere loro qualche punto di interesse.


Per ulteriori dettagli:
http://www.geocities.com/shingetsu2000/


I nostri voti:
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Donato Zoppo: (7)
Marco Piva: (7)
MEDIA: (7)



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