Recensito da Donato ZoppoBig in Japan (Vers. stampabile )Ashra in Giappone: come ogni grande band che si rispetti – e che di colpo in Giappone diventa di culto – per i tedesconi cosmici l’attesa era davvero notevole. Ma non esplose in un boato irrefrenabile, bensì in un caldo e piacevole torpore da ventre materno. Fu così che i tanti stipati al Tokyo Tower Wax Museeum accolsero la band. Grandi nomi: il fondatore degli Ash Ra Tempel Manuel Gottsching, il keys-wizard Steve Baltes, il grande batterista Harald Grosskopf e Lutz Ulbrich (ricordate gli Agitation Free?).
Gli spettatori che desideravano una techno-trance sparata a tutto spiano per ballare partecipavano invece in silenzioso abbandono. Lunghe e visionarie composizioni, spesso algide (è il caso di “Sunrain”) ma sempre avvolgenti e umane. Ancora più umana e poetica l’accoppiata “Four guitars” e “Oasis”: grande serenità, con Gottsching e i suoi tra placidi e immutabili riff di chitarre, creando un clima minimale, ripetitivo ma molto soffice. Non possiamo non ricordare i memorabili esperimenti del grande “Inventions for electric guitars” (1975).
“Hausaufgabe” era un brano estremamente suggestivo, con forti spunti rock nelle chitarre elettriche e nel drumming perentorio. Ma a trasparire è sempre un mood sottilmente malinconico. Grande dietrofront con “Move 9 up”: chill out implacabile e allucinata.
Un live album un po’ inusuale, con un’atmosfera mai esagitata, quasi da taciturna prova generale.
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