Recensito da Marco Piva (Vers. stampabile ) Quarto disco per il folle trio Americano noto come Dreadnaught.
Con questo “Musica En Flagrante”, confermano sia la loro originalità che la loro abilità tecnica, caratteristiche focali dei loro lavori precedenti.
Bob Lord (basso), Justin Walton (chitarre) e Tim Haney (batteria) sono veri maestri dei propri strumenti e ottimo compositori di melodie assolutamente originali registrate in questo CD con la collaborazione di un’ampia lista di ottimi musicisti ospiti.
Parlando del disco in sé, salta all’occhio il brano di apertura “R. Daneel Olivaw”, che ad un primo ascolto sembra assolutamente insensato tanti sono i generi che tocca e le sensazioni che propone o cerca di proporre, ma che a un secondo ascolto, superata la sorpresa, risulta assolutamente gradevole.
Con lo stile di questo primo brano si sviluppa l’intero CD, nel quale avvengono degli incontri apparentemente assurdi ed improponibili tra generi del tutto diversi – diciamo che pochissimi sono quelli che non si incontrano ascoltando “Musica En Flagrante” – che vanno a confluire in composizioni perfettamente coerenti.
Un altro esempio molto valido di questo è la coppia di canzoni “Are Your Pants Down? (Pants Down)” e “Pull Your Pants Down (Pants Down)”: la base è – o sembra – elettronica, ma poi irrompe un bel passaggio decisamente preso in prestito dal jazz, mentre delle tracce rock si fanno sentire…
Sottolineo per concludere “Back Through Newport, Rhode Island” (anche i titoli sono molto fantasiosi), seconda parte della tetralogia di pezzi riunita sotto il titolo unico di “The Sirens of Titan”. In questo brano c’è un pezzo di tastiera nel quale i fan del più classico prog potranno riconoscere senza dubbio l’influenza di Keith Emerson degli ELP (peraltro inserito dietro a un passaggio decisamente blues), su cui si innesta un assolo di violino che ricorda da vicino Paganini (o almeno l’interpretazione che ne dà Yngwie Malmsteen alla chitarra). E questa descrizione non esaurisce tutta la traccia, ma soltanto il suo minuto centrale.
Tranne tutto ciò che ha a che fare con la voce, insomma, in “Musica En Flagrante” c’è di tutto. Ma non si tratta come troppo spesso capita in situazioni del genere di confusione pura magari un pochino regolamentata solo da parti solistiche ridondanti ed egocentriche di uno o dell’altro membro della band, ma di una serie infinita di influenze accuratamente ordinate ed accostate tra di loro per ottenere un lavoro incredibilmente originale ma anche ricco di coerenza interna. |