Autore: WOODEN BADGER
Titolo album: Wooden Badger EP
Nazionalità: USA
Etichetta: Wooden Badger
Anno di pubblicazione: 2004

Voto medio: (6)

Recensito da Vincenzo De Luca

Una nuova band americana tra metal e progressive (Vers. stampabile )

La nascita degli americani (precisamente da San Diego, California) Wooden Badger risale al 2001 quando un gruppo di amici decide di rimettere in piedi “la vecchia band”: sono il batterista Mark Scott, il chitarrista Leo Loveless e il bassista Mike Rounds, i quali chimano a completare la line-up due giovani ma talentuosi musicisti come il vocalist Paul Adrian Villarreal e il tastierista Satoru Takagi.

Il quintetto così, animato da una grande e comune passione per la musica e rinvigorito dalla grinta e dalla levatura tecnica dei due nouvi compagni di viaggio che fin da subito si amalgamano al meglio con il trio originale, comincia l’opera di stesura dei brani mentre contemporaneamente inizia a registrare le idee che via via prendono corpo.

La musica proposta è una sorta di rock-metal progressivo: l’espressione ovviamente non è delle più felici, ma secondo me rende bene l’idea. Si tratta infatti di una miscela, per altro molto raffinata stilisticamente, tra vecchio e nuovo, tra un sound più retrò tipico dell’hard rock settantiano e quello più moderno vicino al prog metal dei giorni nostri: moltissime sono le riminiscenze che balzano alla mente ascoltando questo dischetto, dai Rush prima maniera ai Dream Theater e ai Pain Of Salvation passando per Black Sabbath, Deep Purple, Yes e Kansas.

Non manca neanche una atmosfera simil psichedelica che colora un po’ tutto il lavoro. Sostanzialmente le due anime della band si fondono completandosi ed arricchendosi vicendevolmente.

Il demo in questione (in realtà è soltanto un assaggio, un preludio come tiene a precisare la band dato che il disco vero e proprio è gia pronto e in attesa di pubblicazione) si compone di tre ottimi brani che fin dal primo ascolto mettono ben in luce le idee e le potenzialità dell’ensemble.

Nel primo brano, “Episode Of Fact”, c’è praticamente di tutto: un inizio prog metal con un riff di chitarra che per lo stile ricorda molto quelli di John Petrucci, una parte centrale con i soli rispettivamente di tastiera, basso e chitarra (molto bello è quello chitarristico lievemente jazzato su un ottimo substrato di tastiere), e un finale molto Seventies con dei cori abilmente strutturati posti a chiusura.

“Hourglass Allegretto” parte invece con una chitarra molto hard rock (anche il solo di con il wah-wah rimembra quelle atmosfere) e si sviluppa in crescendo verso un finale chiaramente prog metal. Ottimo in questo brano è il tappeto ritmico realizzato dalla coppia Scott-Rounds, ma in primo piano c’è soprattutto la tastiera con le sue scorribande al fulmicotone che però in quest’occasione è suonata da Villarreal, che oltre ad essere un ottimo cantante dimostra di essere anche un valente tastierista.

Infine c’è “Search”, un brano molto lungo (sfiora quasi i diciasette minuti!) che per questo risulta essere poco fluido e a volte anche poco orecchiabile con divagazioni strumentali a mio avviso eccessive che ne rendono oltremodo pesante l’ascolto.

Dopo i primi due brani, che ripeto mi hanno fatto sinceramente un ottima impressione, proprio non capisco perché la band abbia scelto questo per chiudere il lavoro: “Search” è secondo me più un brano da live dato che durante la sua lunga esecuzione i cinque musicisti potrebbero “sbizzarrirsi” alla grande mettendo in luce tutte le loro capacità (una delle caratteristiche che rendono grande un disco dovrebbe essere per me quella di non stancare mai l’ascoltatore!!!).

In definitiva si tratta sicuramente di un buon biglietto da visita: tecnica ed esperienza sono nelle giuste proporzioni e le idee certo non mancano, anche se qualcuna andrebbe ancora sviluppata.

I primi due brani sono ok, ma vi consiglio di prestare maggiore attenzione a “Search”: vi potrebbe far perdere punti importanti in vista del debutto ufficiale.


Per ulteriori dettagli:
http://www.wooden-badger.com - Wooden Badger


I nostri voti:
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Vincenzo De Luca: (6)
MEDIA: (6)



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