| Area | | Luogo: | Roma | | Data: | 25 Maggio 2012 |
AREA
Venerdi 25 maggio
Inizio concerto ore 22
Gli Area iniziano la loro avventura musicale alla fine del 1972, raccogliendo musicisti di diverse estrazioni: pop, free-jazz, sperimentazione elettronica e contemporanea, con la volont‡ comune del superamento delle singole esperienze artistiche per approdare a una "musica totale". All'inizio il gruppo Ë composto da Victor Edouard Busniello ,
Giulio Capiozzo, Yan Patrick Erard Djivas (gi‡ con Lucio Dalla), Patrizio Fariselli, Giampaolo Tofani e il greco Demetrio Stratos (nato ad Alessandria d'Egitto). Successivamente, Busniello lascer‡ il gruppo e Djivas entrer‡ a far parte della Premiata Forneria Marconi (Pfm) e sar‡ rimpiazzato da Ares Tavolazz i. Il sesto componente-ombra del gruppo Ë Gianni Sassi (Frankestein), fondatore della Cramps Records e ideatore dei progetti culturali pi? geniali di quel periodo. Gi‡ partecipe del movimento Fluxus Italiano, Sassi si occupa anche dei testi e dell'immagine della band.
Quella degli Area Ë "musica di fusione di tipo internazionalista", come la definisce Stratos, cantante e anima della band: "Ognuno di noi - raccontava in un'intervista del 1974 - portava un'esperienza particolare, si Ë cercato di fare una musica stile 'totale'. Io vengo dalla Grecia, uno ha avuto esperienze di musica elettronica a Londra, due vengono dal jazz, uno dalla musica contemporanea, e cerchiamo di fondere, di avere un connubio tra dodecafonia e rock, fra rock e musica balcanica". Si passa cosÏ dalla sperimentazione "colta" (vicina a Cage) al jazz-rock, dal folk mediorientale alla canzone popolare mediterranea. Uno degli obiettivi del gruppo, infatti, Ë quello di legare un sound prettamente sperimentale alle sonorit‡ mediterranee e italiane, per sottrarle al mondo della sottocultura in cui la critica italiana le ha relegate. Pur provenendo, come molti altri gruppi dell'epoca (Banco, Pfm etc), dall'esperienza del beat italiano, gli Area si caratterizzano anche per la radicalit‡ dei contenuti e del linguaggio musicale adottato, che identificano utopie e desideri della generazione degli "anni di piombo".
L'album d'esordio Arbeit Macht Frei (dal famigerato motto dei campi di sterminio nazisti), registrato in un cascinale della bassa padana, Ë da molti considerato il capolavoro del progressive rock italiano degli anni 70. I componenti degli Area mostrano tutte le loro potenzialit‡ espressive: jazz (Djivas, Fariselli e Capitozzo), canzone (Stratos), rock (Tofani). Il culmine lo si trova nella dirompente "Luglio, agosto, settembre (nero)", dove in soli quattro minuti si sintetizzano le varie anime della band, alla ricerca sperimentale di un nuovo genere musicale. Il pezzo, che coinvolge tutta la generazione di giovani post 68, Ë il manifesto del loro stile nervoso e graffiante, che spazia dall'improvvisazione free jazz al rock, mentre dalla musica etnica vengono ripresi i tempi dispari e i modi "orientaleggianti". Non manca poi qualche momento di sperimentazione pura, come "L'abbattimento dello Zeppelin", o pi? incline al jazz-rock come "Le labbra del tempo".
Arbeit Macht Frei viene definito dai critici "radical music" perchÈ tende ad andare alle origini del significato politico del movimento pop e perchÈ vuole portare alle estreme conseguenze le linee di rottura del tessuto musicale.
A mettersi in luce in questo insolito ensemble progressive-folk Ë soprattutto Stratos, le cui sperimentazioni vocali non hanno eguali in Italia. Gi‡ con John Cage nel 1974 nella composizione "Mesostics", Stratos sviluppa una tecnica vocale straordinaria, che comprende l'uso di diplofonie e di armonici vocali, nonchÈ un'estensione quasi inarrivabile: i 7000 Htz raggiunti nella sua massima escursione lo pongono sull'olimpo dei cantanti di tutti i tempi. La sua formazione musicale e la sua estrazione culturale conducono a una fusione fra inflessioni culturali mediterranee-mediorientali e musica sperimentale.
L'impegno politico degli Area si colloca nell'area della protesta extraparlamentare, senza nascondere simpatie per un certo "folklore" filo arabo "International Popular Group", sigla che accompagna sempre la sigla Area, e una certa simpatia per il movimento, tanto da allegare come gesto provocatorio, all'uscita di Arbeit Macht Frei, una minacciosa pistola di cartone. Spiegava Stratos nel 1974: "Il contenuto politico secondo me c'Ë anche senza che io dica: 'Noi facciamo un pezzo per i compagni palestinesi...'. In radio non ci hanno mai trasmessi, chiaramente tutti avevano dei blocchi morali, si scandalizzavano perchÈ abbiamo fatto un pezzo che si chiamava 'Settembre Nero'. Non c'Ë bisogno oggi di spiegare questo tipo di musica: ci sono solo cinque musicisti che hanno una rabbia repressa perchÈ hanno suonato per tanti anni quello che volevano i padroni".
Su Caution Radiation Area predomina la totale sperimentazione che produce brani paranoici e al limite del caos e della sopportazione, come "Lobotomia", dedicato a Ulrike Meinhof, il cui suono lancinante e ossessivo Ë accompagnato dal vivo da una particolare gestione scenica, e la nevrastenica "Mirage?", ma anche sprazzi di free jazz in "Crescita Zero" e sonorit‡ orecchiabili in "Cometa Rossa".
Il successivo Crac! parte subito con un brano folgorante come "L'elefante bianco!", che mette in luce ancora una volta l'elevata caratura musicale dei membri di questo insolito ensemble. Non mancano le classiche puntate al jazz, che riscopriamo sia in "Implosion e nervi scoperti" che nella contemporanea "Area 5". Pi? si ascolta, pi? si inizia ad intravedere la linea politica del gruppo. I risvolti politici si evidenziano sia ne "La Mela di Odessa" sia soprattutto in "Gioia e rivoluzione" con versi lapidari e utopisti: "...il mio mitra Ë un contrabbasso che ti spara sulla faccia ciÚ che pensa della vita; con il suono delle dita si puÚ fare una battaglia che ci porta sulle strade, della gente che sa amare".
A monopolizzare l'attenzione Ë ancora una volta il canto straziato e lancinante di Stratos: "Io mi offro come cavia per fornire tecniche sul mio strumento: la voce, senza chiedermi se devo vendere 20000 dischi o prendere tre milioni a sera andando in giro a cantare - spiegava il cantante degli Area -. Le cose che faccio da solo sono cose molto particolari che si chiudono all'interno di un circuito di persone molto specializzate. Ma questo non significa chiudersi".
Are(A)zionee` forse l'unico live degli Area degno di essere ascoltato e recensito. Qui si rivitalizza la sperimentazione rispetto alla versione in studio. L'album comprende canzoni celebri del loro repertorio come "Luglio, agosto, settembre (nero)", "Cometa Rossa" e una versione da pelle d'oca de "L'Internazionale".
Su Maledetti si fondono accenni di jazz con musiche folkloristiche dei Balcani, evidenti in "Gerontocrazia". Nascono nuove e prime collaborazioni tra cui Steve Lacy (sax soprano) e Paul Lytton (percussioni).
Gli Dei Se Ne Vanno, Gli Arrabbiati Restano (1978) segna una svolta musicale in cui l'inventiva e il genio artistico non hanno pi? niente da dire. Le canzoni diventano brevi e poco significative, l'aspetto musicale viene progressivamente meno come dimostra "Il Bandito del deserto". Non manca l'improvvisazione portata alla esasperazione, come in "Vodka Cola" . Per concludere si intravedono stralci di radici jazz in "FFF" che riescono ad elevare anche se per poco la valutazione complessiva del disco.
Prima della sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1979, Stratos d‡ vita ad alcune incisioni di sola voce: "Metrodora" e "Cantare la voce", nelle quali riaffiora, a tratti, il vertice espressivo delle sue sperimentazioni vocali con gli Area. Nel 1979 alla vigilia di un grande concerto organizzato a Milano all'Arena Civica, Stratos muore in un ospedale newyorkese, stroncato da un'aplasia midollare fulminante. Dopo la sua morte, la musica degli Area si stempera in un jazz-rock piu' convenzionale, come si puÚ ascoltare su Tic & Tac: virtuosismo e fraseggi vacui spaziano per tutto l'album che resta il peggiore della loro carriera e prelude allo scioglimento.
Nel corso degli anni '80 gli elementi superstiti della band si distinguono come solisti di jazz e autori di musiche per la tv. Negli anni 90 il gruppo si ricompone, prima come trio (Capiozzo-Fariselli-Tavolazzi) poi come quartetto (con Dalla Porta al basso e Condorelli alla chitarra). Su Chernobyl 7991 Capiozzo e Fariselli, rimasti gli unici due componenti dell'originario nucleo degli anni 70, riescono a ripresentare il sound che aveva caratterizzato gli Area nelle prime tre uscite. A distanza di 20 anni dall'esordio, ritroviamo l'immancabile impronta jazz ed echi della sperimentazione contemporanea. Su tutte le tracce, svetta un brano di John Cage intitolato "Il Silenzio" e la pi? orecchiabile "Deriva"; che esce fuori dai canoni e dalle sonorit‡ che hanno sempre contraddistinto il gruppo in questi lunghi anni. Alla morte improvvisa di Giulio Capiozzo nell'agosto del 2000 la nuova formazione degli Area si Ë nuovamente disgregata, ma dalla sue ceneri Ë nata l'esperienza del Patrizio Fariselli Project, che nel 2001 si concretizza nell'album "Lupi Sintetici e strumenti a gas".
Del tutto peculiari nel panorama musicale italiano dell'epoca, i dischi del periodo d'oro degli Area possono competere con il miglior progressive e kraut-rock dei 70. E molte delle loro intuizioni anticipano di vent'anni la world-music e le contaminazioni che oggi contraddistinguono molte delle produzioni musicali pop, rock e jazz.
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